Cañón p r o j e c t - Archivio per il tag agency
Voicesmag # 1 issue
Uno dice famiglia – niente più – solo famiglia, lo dice a una schiera di fotografi professionisti invitati a partecipare e attende una risposta. Immagina legami di sangue, rapporti di convivenza, discendenza e appartenenza; immagina amore e dolore. Loro, gli interpellati, rispondono con fotografie di una quotidianità rassicurante. La famiglia, nonostante tutto, conserva la sua accezione positiva, priva di ombre e di inquietudini da cronaca nera e si racconta attraverso lenzuola di lino e borotalco, anziane signore e vecchi ricordi, panni al sole e tavole apparecchiate. Una felice varietà di interpretazioni che premia chi guarda, costringendolo ogni tanto – solo ogni tanto – a funamboliche riflessioni sull’idea di famiglia.
Interview by Luca Ciambellotti
EL MIRADOR: OSTINATO NON RIEDUCABILE. INTERVISTA A MAURO CORINTI,
Pensi sia più facile lavorare all’estero che in Italia?
Credo sia difficile lavorare in generale! In Italia la questione si complica quando si cerca di proporre qualcosa di nuovo. Il Paese è ancora in una fase transitoria, con l’editoria a cavallo fra cartaceo e multimediale; si fatica a smuovere quel meccanismo di giornalismo partecipativo capace di sostenere finanziariamente progetti fotografici indipendenti. Il panorama fotografico italiano è talentuoso e giovane, nonostante l’insieme dei meccanismi selettivi che generano una catena infinita di ostacoli che ogni fotografo deve essere in grado di superare per continuare nel proprio lavoro. All’estero il metodo di valutazione è differente, forse meno superficiale… Resta sempre complicato competere e inserirsi professionalmente, tuttavia sono riuscito a ritagliarmi un mio spazio nell’editoria messicana ed è stato soprattutto gratificante offrire un’interpretazione personale nella quale gli editori si sono riconosciuti.
L.C: Mauro Corinti, trent’anni, abruzzese di nascita, studi di fotografia a Roma e attualmente diviso tra l’Italia e il Messico per un progetto, come dici tu, di “lunga durata”. Come è stato fotografare per Voices from Italy la tua terra d’origine in un momento in cui la tua attività professionale si svolge soprattutto in Messico?
M.C: In verità sono nato e cresciuto in una piccola frazione nelle Marche, a pochi chilometri dall’Abruzzo. Da casa riuscivo a vedere i rilievi delle montagne Gemelle e la catena montuosa del Gran Sasso all’orizzonte. Un territorio affascinante, simile a un paesaggio alpino che degrada fino al mare, mescolandosi con le Marche e generando lungo quella linea immaginaria una sorta di tradizione comune, tipica delle realtà di confine. Alla fotografia invece mi sono avvicinato dopo aver lavorato per alcuni anni a progetti nei settori dell’immigrazione e del disagio sociale a Roma e nel bolognese. Solo dopo quest’esperienza ho avuto l’esigenza di uno sfogo, di dominare le emozioni o semplicemente quella sensazione chiamiamola di burnout. Dopo gli studi alla Scuola Romana di Fotografia ho deciso di pianificare un viaggio lontano da tutto quello che già conoscevo, una sorta di master intensivo e così è nato il progetto in Messico.
Per quanto riguarda invece il progetto Voices per la regione Abruzzo, proposto dal collettivo MICRO, ho accettato subito con molto entusiasmo e una sincera voglia di riscoprire il mio paese, sviluppando una visione fotografica specifica di una regione che stava appena uscendo dal dramma del terremoto. Per me la parte più complicata senza dubbio è stata trovare, fra i temi assegnati, una linea guida che non cadesse nel banale, perché credo che il compito di un osservatore attento sia proprio di trovare una chiave di lettura, una giusta interpretazione.
Lasciare l’Italia è stato un impulso o una scelta professionale ragionata? E in Messico a cosa stai lavorando?
Le scelte impulsive in qualche modo avviano quel meccanismo che obbliga a riflettere per trovare una soluzione utile, dunque sono passato dall’impulsività a una soluzione ragionata. Il progetto in Messico è stato ispirato dal desiderio di realizzare un lavoro indipendente su un Paese che suscita in me da sempre grande curiosità. Ho iniziato a scavare per conoscerlo meglio. Il Messico è considerato uno dei classici luoghi “complicati” fotograficamente parlando, ultimamente anche a causa dell’incredibile ondata di violenza generata della guerra tra i cartelli della droga nel nord del Paese, ma anche e soprattutto per una mala reputazione che con il tempo ha associato il mezzo fotografico a un concetto scomodo e pericoloso, dunque il paese non si lascia scoprire molto volentieri. Ho scelto quindi di lavorarci partendo dall’inizio, ovvero dallo Stato del Chiapas, conosciuto forse solo per i movimenti militarizzati delle EZLN e per le numerose comunità indigene Maya presenti. Ho trascorso gli ultimi due anni collaborando con diverse riviste e quotidiani messicani, alcune testate italiane, trattando e proponendo temi d’attualità. In costante evoluzione e ricerca fotografica mi sono sforzato di delineare i contorni e il carattere della regione, e posso dire con soddisfazione di essere giunto quasi alla conclusione di questo lungo ed estenuante lavoro.
Che importanza ha il reportage nel tuo lavoro, come lo vedi e come lo vivi?
Il reportage rappresenta un efficace linguaggio in continua evoluzione stilistica. Nel lavoro lo vivo in maniera positiva, grazie anche alle numerose applicazioni che abbiamo a disposizione oggi offre davvero la possibilità di produrre e proporre documentari di qualità.
Vorrei che mi dicessi, anche attraverso una metafora, cosa è per te la fotografia…
Passione e testardaggine! Credo siano sufficienti questi due termini, dove la passione sta per l’anima che ti spinge ad avvicinarti a questo mestiere, accettando spesso tanti, troppi compromessi e la testardaggine per l’incorreggibile ostinazione che continua a spingerti in questa direzione.
Il progetto Voices from Italy si è da poco concluso con la pubblicazione della sezione dal tema: “The Italian Miracle” di cui tu, per l’Abruzzo, hai dato un’interpretazione velatamente ironica: la sede di un partito politico, la Lega nord, ospitata in un container. Suggestivo come miracolo italiano, non trovi?
Da troppo tempo l’Italia è l’interpretazione velatamente ironica di se stessa. Assistiamo quotidianamente alle contraddizioni di una politica teatrale proiettata in mondovisione senza la minima vergogna. Ho scelto quella foto perché oltre a rispecchiare l’animo spartano della Lega nord rappresenta anche il paradosso della crescita del consenso elettorale nel centro-sud italia: sostegno a progetti “italici” per l’indipendenza padana; un partito italiano secessionista che riesce a riunire e rappresentare la maggioranza del paese!
Latin American photojournalists
Mauro has been accepted as a member the social network of Latin American photojournalists “Nuestra Mirada”.
The network of Latin American photojournalists
We have created a social network for Latin American professional photojournalists, a place to meet, share ideas and work. A place to talk about the anxieties and pains, but also to celebrate the vitality of our culture. And of course, to see good photography. Nuestra Mirada is largest network of photojournalists in Latin America, it has over 1600 members from all countries of the region. Publishes the work of its members and provides a forum for the exchange of information and knowledge. From January 2010 published a magazine with the best of Latin American photography. It was founded in 2008 with the assistance of the Knight Center for International Media at the University of Miami.
Mauro è ora membro della rete sociale di fotogiornalisti latino-americani.
“Nuestra Mirada” ha creato una rete sociale per fotogiornalisti professionisti presenti nel territorio Latinoamericano, un luogo per incontrarsi, condividere idee e lavoro. Un luogo per parlare di ansie e dolori, ma anche per celebrare la vitalità della nostra cultura, e naturalmente per vedere una buona fotografia. Nuestra Mirada è la più grande rete dei fotogiornalisti in America Latina, che ha oltre 1600 membri provenienti da tutti i paesi della regione. Pubblica il lavoro dei suoi membri e fornisce un forum per lo scambio di informazioni e conoscenze. Da gennaio 2010 ha pubblicato una rivista con il meglio della fotografia latinoamericana. E ’stata fondata nel 2008 con l’assistenza del Centro per Knight International Media presso l’Università di Miami.
Abruzzo assignments
People – Habitat – Work - Ladscape – Common Palce – The Italian Miracle
“Voices from Italy” photography project. The project is taking place in 2010 and is curated by MICRO, photographers’ collective.
The project takes inspiration from Stuart Pilkington’s projects about USA and England : we are grateful for his permission to borrow his idea and for his help.
Work in Progress Mexico 2010
Work in Progress “Portrait y Documental” Taller fotogràfico impartido por los fotògrafos, Nabor Yanez (Mexicano) y Mauro Corinti (Italiano)
El objetivo del curso es ofrecer un conocimiento basico del medio fotografico y estimular una mejor producion con nuevas ideas del lenguaje visual y el desarrollo fotográfico de los alumnos. Todos los aspectos de “ser un fotógrafo” será cubierto en un ambiente íntimo a lo largo de las 20 horas del taller. Se trabajara intensamente en la creación de un portafolio, el desarrollo de habilidades de edición, el aprendizaje en la toma de imágenes en circunstancias difíciles.
Domingo 5 a Miercoles 15 de Diciembre
duraciòn de 20 horas
20 a 23 pm
coffe break
cupo limitado a 12 personas
Av.Circunv.Tapachula n°339 – col. Moctezuma
Tuxtla Gutiérrez, Mexico
informes e inscripciòn: (044) 961 1944908 – 961 2152731
Corso fotografico a cura di Nabor Yanez e Mauro Corinti
Work in Progress “Portrait y Documental” 5-15 de Diciembre , l’incontro come obiettivo ha quello di offrire un conoscimento basico del mezzo fotografico, stimolando una migliore produzione con nuove idee nel linguaggio fotografico . Tutti gli aspetti dell’ essere fotografo saranno svelati in un ambiente intimo durante le 20 ore di corso, lavorando intensamente nella ideazione e produzione di un Portfolio personalizzato, sviluppando abilità nell’editing e nello scatto di immagini in circostanze difficili.
Paratissima2010
PARATISSIMA 2010, From 3 to 7 November, San Salvario – TURIN- Italy
For the sixth consecutive year, Gruppo Para, in collaboration with the association Ylda, is organising a collective exhibition for young artists one of the main events of “Contemporary Art”. Paratissima 2010 will take place from 3 to 7 November, and like the previous year, will be hosted in the San Salvario quarter of Turin.
The sixth edition of Paratissima, the “happening” exhibition of contemporary art, is dedicated to analogies between the kitchen, the “laboratory” of the house and the multiethnic area of San Salvario.
Just as the kitchen is an area for discovering new pleasures as well as the conservation and preparation of food, so San Salvario is the location for creative and artisan activities and the forms a framework for emerging talent.
In 2009, Paratissima came of age, 375 artists, 76 events, 39 private sponsors and 69 businesses of San Salvario were involved, to which must be added 43 non-commercial spaces transformed into locations for exhibitions. The number of visitors was estimated at 40,000.
This year, Paratissima 2010 will again repeat its role as the alternative event to ARTissima, offering a place for young talent, artists not yet established, to exhibit, spiced up with DJ sets, food, drink and live performances. Paratissima utilises various locations in San Salvario, from local bars, businesses and appartments to public spaces. The artists, from around the world, can exhibit their own work with the sole condition that they respect their host location.
Given the nature of the event, its aims, participants and regional collaboration, it will be supported by the Region of Piemonte, the City of Torino and Circoscrizione 8 (the quarter of San Salvario), it forms part of the calendar of Contemporary Arts Torino Piemonte and the Torino Youth European Capital, and is also assisted by the Camera di Commercio, by the Fondazione per l’Arte della FCRT, the Compagnia di San Paolo and by various private sponsors.
For the sample, we have the following artists who have participated in Revelados with their respective series:
Alicia Mesonero-Romanos, Ana Carla Martínez, Jesús Calero, Patricia Arnaiz, Alejandro Corbí, Frano Prochazka, Lorenzo Anceschi, Silvana Scuisatto, Luz Momediano, Laura F. Izuzquiza, Francesca Anita Modotti , Tito Gargamelli, Álvaro Leco, Manuel de Teresa, EzioD’Agostini, Mauro Corinti, Thomas Marroni, Alessandro Fascini, Laura Chacón, Marta Anglada, Aëla Labbé, Joana Queiroz, Massimiliano Perasso, Debora Barnaba.
Photography Project
Mauro Corinti is a member of the project “Voices from Italy”. The project is taking place in 2010 and is curated by MICRO, photographers’ collective.
The project takes inspiration from Stuart Pilkington’s projects about USA and England : we are grateful for his permission to borrow his idea and for his help.
The project has been followed in Sweden as well and it is slowly spreading around the world.
The 20 photographers mentioned on the right are taking part in the project and each of them will be representing one of the 20 regions in Italy. Their goal is to represent their own style of photography as well as their nominated county. Some live in the region they represent, some were born there but left it, and some are discovering or rediscovering it for the first time.
Each months the photographers will have complete freedom as to how they respond to the following assignments:
People, Habitat, Work, Landscape, Commonplace, The Italian Miracle.
By the end of 2010 the 120 images submitted over the course of the year will hopefully help to hear some Voices from a Country that too often is associated with hundreds of commonplaces and not represented in some of the beautiful or hard truths that remain hidden. Our purpose is not being exhaustive but arousing curiosity for a different point of view.
Cañón project
Cañón project was born as integrated support reportage photography and multimedia, an independent and direct way of interpreting contemporary social issues .
Cañón project nasce come supporto integrativo al reportage fotografico e multimediale, una maniera indipendente e diretta di interpretare le tematiche sociali contemporanee.








